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Storia di Alessandra

Alessandra 16 anni

INTUARSI — Direi che questa parola racconta benissimo la storia di Alessandra.

Avete presente quelle ragazze introverse, spesse solitarie, chiuse nei loro pensieri che non sai mai cosa stanno pensando… gli fai una domanda e la loro risposta è sempre minimal?

E tu, come genitore, letteralmente impazzisci cercando di interpretare anche dai più piccoli gesti cosa starà pensando, sentendo, elaborando tua figlia? Ecco, Alessandra è così.

E’ una ragazza estremante intelligente ed averla in casa, per certi versi, è un toccasana: non disturba, non si fa sentire tant’è immersa nel suo mondo. Eppure quel suo silenzio preoccupa: esce poco con gli amici e quando lo fa spesso si siede in quell’angolino là in fondo, mezza nascosta, con la testa dentro al cellulare mentre tutti gli altri ridono e scherzano.

E tu, come genitore, avresti una voglia matta di andare lì e “ributtarla” nel gruppo, tirarla giù dal suo mondo e farla partecipare….

E così, sia fuori che in casa, è un continuo “Ale dovresti uscire”, “Ale dovresti parlare di più”, “Dai Ale, di qualcosa anche tu”, “E su, esci stasera, chiama qualcuno, …”

Questa sua modalità si vede subito, fin dal primo giorno che la incontriamo. Sguardo attento, di chi mentre ascolta già elabora e analizza le cose, contatto visivo quasi assente, e la voce….?? Solo su domanda diretta.

Ed ecco che succede una piccola magia: intuarsi.

Intuarsi significa entrare in te, leggere nel tuo pensiero, comprendere a fondo l’altro in ogni suo aspetto e da ogni sua angolatura.

Ed è quello che è successo ad Alessandra: scopre i suoi talenti ( lei ne ha davvero tanti nell’area del Thinking), scopre che ha un’intelligenza Intrapersonale e Matematica… inizia a conoscersi meglio, a capire come funziona il SUO mondo e non quello che chi la circonda vorrebbe per lei.

Un giorno, durante una sessione in one to one, inizia a fare domande su come funzionano i suoi talenti nelle relazioni, sia quando li usa bene e anche quando li usa male e…. voilà!

Le si accendono gli occhi. Non si sente più “sbagliata” con quel suo modo di fare, si riconosce, si accetta, inizia a darsi valore. E capisce anche cosa succede quando usa in malo modo queste abilità, soprattutto cosa succede nel mondo intorno a lei… si immedesima negli altri ed inizia a guardare il mondo con gli occhi degli amici, dei genitori…

Si vede, te ne accorgi subito, quando tuo figlio non è più spaventato dalla sua unicità, non si sente più diverso, sbagliato, ma inizia ad accettarsi per come è, perché il modo in cui si relaziona cambia.

E sapere che quella è l’unicità che contraddistingue tua figlia permette di INTUARSI in lei, ed iniziare a vedere il mondo attraverso i suoi occhi.

E magicamente tutto cambia. 🦋🦋